L’abbinamento acqua e cibo richiama sempre più attenzione. Lo testimoniano le carte delle acque offerte dai ristoranti più esclusivi, ma anche i water bar, locali specializzati nella selezione di acque provenienti da tutto il mondo. Dopo aver parlato della figura dell’idrosommelier e del lavoro dell’ADAM – Associazione Degustatori Acque Minerali, è arrivato il momento di scoprire gli accostamenti più azzeccati per valorizzare ogni pasto.
Quando si tratta di sapori il ruolo dell’acqua è fondamentale. Le acque minerali aiutano infatti a percepire le sfumature di gusto dei cibi e dei vini, pulendo il palato e aiutandoci ad assaporarli in modo ottimale. Ma acque non sono tutte uguali. Esistono acque dal gusto delicato, deciso o equilibrato con infinite gradazioni di sapore. Le differenze dipendono dal fatto che in natura (e sul mercato) abbiamo tante acque diverse.
Esistono acque calcaree, ferrose, acidule, effervescenti naturali o con retrogusto amarognolo, solo per fare qualche esempio. L’enologia ha così fornito le basi per delineare una scala di valori, in modo da indicare per ogni acqua minerale gli abbinamenti migliori con i diversi alimenti e la temperatura di servizio ideale.
Il sapore che percepiamo assaggiando un’acqua minerale dipende dal residuo fisso. Più il residuo fisso è alto, più l’acqua acquisisce particolari marcatori di gusto. Il motivo va ricercato nella maggiore presenza di sali minerali disciolti, che aumenta le sensazioni organolettiche accentuando il gusto. L’aggiunta di anidride carbonica è invece all’origine dell’effervescenza di un’acqua (o perlage), che contribuisce a renderla più acidula.
La cucina italiana è ricca di specialità complesse e a volte è difficile determinare con precisione l’abbinamento acqua e cibo ideale. Non esistono accostamenti fissi per zuppe, minestre o ricette con le uova, si possono al massimo fornire delle linee guida di carattere generale. Le acque minerali effervescenti e con sentori amarognoli, ad esempio, sono indicate per bilanciare i grassi e i sapori dolci.
La nostra tradizione vanta una vastissima varietà di salumi e formaggi, che hanno sapori e caratteristiche differenti. E’ impossibile accostarli in blocco a un’acqua specifica, anche se di solito si accompagnano bene ad acque oligominerali o medio-minerali con un buon tasso di acidità.
Le acque medio minerali, in particolare quelle ricche di carbonati, contribuiscono a valorizzare i piatti di carne, caldi o freddi, sia a cottura lenta che appena scottati.
Nelle ricette marinare è importante evitare le acque ricche di sali. Le note ittiche sono già di per sé sufficientemente saporite e iodate e si rischierebbe di sovraccaricare. Per preservare un equilibrio ottimale è molto meglio puntare su acque dal gusto delicato e a basso residuo fisso.
Anche per i dolci l’abbinamento acqua e cibo deve puntare sull’armonia. Le acque leggere e poco sapide rappresentano la scelta migliore.
Una degustazione a regola d’arte non si esaurisce con l’abbinamento acqua e cibo, bisogna infatti considerare anche il vino. Nei vini rossi il tannino tende ad asciugare la bocca, lasciando un retrogusto amaro che potrebbe falsare i sapori dei cibi. Scegliere un’acqua dolce e poco mineralizzata, magari un’acqua di montagna, è un valido aiuto per bilanciare. Con gli spumanti o i vini “mossi” vanno invece evitate ulteriori bollicine, preferendo acque minerali piatte.
Acque dal gusto delicato | Acque dal gusto equilibrato | Acque dal gusto deciso |
Ho un calcolo di 8 mm al rene sinistro, anzi, è già sceso un po'…
Sono stato operato di Ipertrofia Prostatica Benigna (IPB) con TURP. Avevo anche moltissimi calcoli in…
Soffro di metabolismo lento e stitichezza. Ho cominciato a bere più acqua con buoni risultati,…
In piena estate l'orto e i banchi dei mercati offrono un'ampia varietà di frutta e…
Vorrei sapere se va bene riutilizzare all'infinito la stessa bottiglia di plastica per innaffiare le…
Ho una steatosi epatica dal 2013. Da allora, su prescrizione medica, mi sottopongo a controlli…